Il DG presenta piano strategico e Cabina di Regia per le grandi opere

Una sanità che non si limita a gestire l’emergenza, ma che programma il futuro attraverso l’analisi dei dati e il coordinamento istituzionale, trasformando i dati in decisioni condivise per garantire un diritto alla cura reale e misurabile. È questo il cuore della relazione presentata dal Direttore Generale dell’ASL Medio Campidano, Antonio Lorenzo Spano, in occasione della Conferenza Territoriale Sanitaria e Socio-Sanitaria presso il Polo Culturale degli Scolopi.

Sanità nel Medio Campidano: la Asl presenta il piano strategico. Nasce la “Cabina di Regia” in Presidenza per le grandi opere e il nuovo ospedale

SANLURI, 27 marzo 2026 – Una sanità che non si limita a gestire l’emergenza, ma che programma il futuro attraverso l’analisi dei dati e il coordinamento istituzionale, trasformando i dati in decisioni condivise per garantire un diritto alla cura reale e misurabile. È questo il cuore della relazione presentata dal Direttore Generale dell’ASL Medio Campidano, Antonio Lorenzo Spano, in occasione della Conferenza Territoriale Sanitaria e Socio-Sanitaria presso il Polo Culturale degli Scolopi.

Il Teatro di Sanluri è diventato il palcoscenico di un confronto cruciale per il futuro della salute nel Medio Campidano, che ha visto la partecipazione della Presidente della Regione Sardegna e Assessora alla Sanità, Alessandra Todde, dei vertici della Asl locale, dei sindaci del territorio e dei sindacati. L’incontro è stato inaugurato dai saluti del sindaco di Sanluri e consigliere regionale Alberto Urpi, che ha passato il testimone ai presidenti delle conferenze dei distretti di Guspini e Sanluri, Federico Sollai e Italo Carrucciu, e al presidente della Provincia Giuseppe De Fanti. Presenti anche i consiglieri regionali Emanuele Matta, Gianluigi Piano.

Al centro del dibattito, la relazione del direttore generale Antonio Lorenzo Spano. Il DG Spano ha tracciato il bilancio dei primi mesi di mandato e delineato la “traiettoria di cambiamento” che sta ridisegnando la sanità locale attraverso il PNRR e progetti pilota di rilevanza regionale.

Il metodo di lavoro si basa su un’analisi asettica dei dati: per il Direttore, “i numeri sono lo strumento fondamentale per superare le “sensazioni di pancia” e prendere decisioni consapevoli”.

La Conferenza, per Spano, deve essere un luogo di confronto e di sintesi per individuare soluzioni condivise con i Sindaci, definiti il “primo avamposto” dei cittadini.

Il nocciolo della questione è che questo deve diventare, e lo è probabilmente già nel nostro territorio, un luogo di confronto, un luogo dove si fa un po’ di sintesi di quelli che sono non soltanto i problemi, perché i problemi li conosciamo e penso che li abbiamo sviscerati in ogni modo possibile e immaginabile. Adesso è arrivato il momento di mettere sul tavolo alcune soluzioni. È vero che non potremo cambiare il sistema sanitario in toto, però dobbiamo decidere quali sono le assi prioritarie e su quali lavorare insieme.

Le soluzioni che andremo a proporre non sono le soluzioni né dell’assessorato né dell’Asl, sono le soluzioni condivise che dobbiamo discutere anche con voi sindaci, che siete il primo avamposto nei territori, siete voi che avete alle vostre porte la popolazione che bussa ogni giorno e che vi chiede risposte. Noi naturalmente abbiamo un ruolo determinato dalla legge, quindi dobbiamo cercare di aiutarvi a dare queste risposte. Quindi la conferenza sociosanitaria ha degli obiettivi che soprattutto sono due: la prossimità ed equità, sono i due principi che devono costruire quello che è il modello della sanità del futuro”.

Gli assi prioritari indicati dalla Regione sono tre:

  • contenimento delle liste d’attesa (CUP);
  • attuazione dei progetti PNRR;
  • rafforzamento della sanità territoriale. Il Direttore sottolinea “di aver trovato un’azienda con grandi potenzialità e una squadra di professionisti che ha operato bene anche nel passato”.

La sfida demografica e il diritto alla cura

Il Medio Campidano presenta dati demografici critici che condizionano ogni scelta programmatoria:

  • Indice di vecchiaia: pari a 322, un valore elevatissimo (superiore alla media regionale). Per ogni giovane sono presenti quasi tre anziani.
  • Indice di dipendenza: 100 persone attive devono sostenerne circa 63 non attive.
  • Epidemiologia: Le prime cause di morte sono le malattie cardiocircolatorie (30%) e le neoplasie (circa 30%). Questa struttura sociale impone una programmazione differenziata e modelli di sanità di prossimità.

Il Direttore ha evidenziato come il Medio Campidano affronti una sfida demografica senza precedenti, con un indice di vecchiaia di 322, tra i più alti d’Italia. Per rispondere a una popolazione dove per ogni giovane ci sono tre anziani, l’ASL sta attuando una “programmazione differenziata” che sposta il baricentro dall’ospedale al territorio. Il Medio Campidano deve affrontare una domanda di salute caratterizzata da cronicità e fragilità. “Non stiamo solo aggiungendo servizi, ma costruendo un modello di sanità di prossimità capace di adattarsi ai 28 Comuni del nostro territorio,” ha dichiarato il DG Spano, sottolineando come la programmazione aziendale sia ora orientata verso l’integrazione sociosanitaria e il potenziamento delle cure domiciliari. Un successo in tal senso è proprio il potenziamento delle cure domiciliari (ADI), passate dal 3,4% all’11%, obiettivo fondamentale per decongestionare i Pronto Soccorso, attualmente saturi a causa di una visione troppo “ospedalocentrica” ereditata dagli anni passati. L’obiettivo è curare i pazienti cronici a casa propria, evitando ricoveri inappropriati e barelle nei corridoi.

Liste d’attesa e Progetto Pilota CUP: il Medio Campidano fa scuola

Il Medio Campidano si conferma laboratorio di innovazione essendo stata scelta come ASL pilota regionale per il nuovo sistema di gestione del CUP.

L’ASL Medio Campidano è stata individuata come Azienda Pilota regionale per la sperimentazione del nuovo sistema di gestione delle prenotazioni.

Attraverso un sistema di recall multicanale (SMS e telefono), l’Azienda sta abbattendo il fenomeno dei “no-show” (mancata presentazione), recuperando capacità produttiva per i cittadini in lista d’attesa. Grazie a questo sistema avanzato di recall e messaggistica, l’azienda ha già ottenuto risultati tangibili: sono stati effettuati 182 riposizionamenti effettivi, permettendo di anticipare le visite specialistiche con una media di 72 giorni. “Non abbiamo problemi sulle classi di priorità urgenti e brevi, ma sulle differite e sulle programmate. Non si può aumentare a dismisura il numero delle prestazioni. Dobbiamo governare la domanda ed evitare le prescrizioni inappropriate”, ha ribadito Spano, “perché è l’eccesso di esami non necessari ad alimentare le liste d’attesa, a danno di chi ha un bisogno urgente”. 

Successi operativi: Invalidità e Prevenzione

Il DG ha rivendicato con orgoglio come “un risultato storico per il territorio” l’azzeramento dell’arretrato delle Commissioni di invalidità, definito “un risultato di civiltà e dovere morale“. In soli sei mesi, i tempi medi sono crollati da 17 mesi a 13 giorni, con l’introduzione dell’attesa zero per i pazienti oncologici: le loro pratiche vengono processate immediatamente al momento della ricezione.

La prevenzione è uno di dei grandi cavalli di battaglia, ne ho sentito parlare da quanto sto in sanità, quindi oramai da qualche decennio. La prevenzione che è una delle strade fondamentali per poter risolvere i problemi che abbiamo all’interno delle nostre strutture, ma, purtroppo, se ne fa ancora troppo poca”.

Notevoli i successi delle campagne vaccinali (con picchi del +240% per l’Herpes Zoster), ma la ASL punta a migliorare sensibilmente l’adesione agli screening oncologici, attualmente attestata al 36,2% per la mammella, con l’obiettivo di allinearsi alle migliori performance nazionali. Grande rilievo è stato dato anche alla Sanità Animale, presidio strategico per un’area a forte vocazione zootecnica, con oltre 197.000 capi ovini inseriti nel piano di profilassi contro la Blue Tongue.

Il ruolo dei consultori

Nel Medio Campidano abbiamo 1,33 consultori di 20.000 abitanti, che è un numero molto buono rispetto al target di un consultorio ogni 20.000 abitanti che la norma prevede.

I consultori sono veramente un avamposto, è nei consultori che si è in qualche modo negli anni cercato di dare la vera risposta assistenziale non soltanto alle donne ma anche alle famiglie. Sono i luoghi nel quale si è data una risposta concreta ai giovani. Quindi il messaggio è chiaro: teniamoceli cari, cerchiamo di potenziarli, cerchiamo di inglobarli ancora meglio nelle strutture o nelle case di comunità, perché quello è il loro luogo naturale”.

 

Case della Comunità e Medicina Generale

Il futuro della medicina di prossimità passerà per le Case della Comunità (Hub a Sanluri e Spoke a Lunamatrona, Arbus, Villacidro e Guspini) e per le nuove AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali). Oltre ai poli HUB e SPOC già avviati a Sanluri e Lunamatrona, l’Azienda ha confermato il potenziamento della rete con ulteriori sedi a Villacidro, Guspini e Arbus. Questi presidi non saranno semplici uffici, ma nodi di integrazione dove opereranno i Medici di Medicina Generale (attraverso le nuove Aggregazioni Funzionali Territoriali – AFT), gli specialisti e i servizi di salute mentale, garantendo un punto di accesso unico e coordinato per l’utente. Fondamentale resta anche l’incremento delle cure domiciliari, come unica via per intercettare il bisogno del paziente cronico senza sovraccaricare le strutture ospedaliere.

La carenza di medici di medicina generale resta una ferita aperta causata da decenni di miopia politica e blocchi del turnover, una dinamica che ha reso le soluzioni temporanee come gli Asap degli elementi ormai strutturali per la tenuta del sistema”.

Il Direttore Spano ha sottolineato come la medicina sia profondamente cambiata e come i giovani medici oggi cerchino anche una qualità della vita diversa, rendendo necessario un nuovo rapporto con Ares e l’Assessorato per coprire i gap e avviare le Aggregazioni funzionali territoriali.

“Le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) rappresentano un modello innovativo di integrazione professionale. Il sistema sanitario ne trarrà un beneficio concreto: supereremo l’immagine del medico come figura isolata — un ‘battitore libero’ abituato a operare in autonomia — per approdare a una gestione corale e integrata con i colleghi e l’intera rete aziendale. Sotto il profilo amministrativo, abbiamo già dato piena attuazione alle Direttive regionali (DGR), concluso le negoziazioni con le organizzazioni sindacali e approvato i regolamenti necessari. Siamo ora nella fase operativa, pronti a monitorare i primi risultati.

Sebbene sia necessario il giusto tempo per una valutazione analitica, il riscontro diretto con i professionisti suggerisce un clima di forte collaborazione. Percepiamo una consapevolezza diffusa: i medici hanno compreso che il contesto è mutato e che l’integrazione non è solo una scelta, ma la strada maestra per garantire la sostenibilità del sistema. Osserveremo con attenzione l’evoluzione del progetto, fiduciosi che questa sinergia produrrà gli esiti sperati”.

 

Grandi opere: una Cabina di Regia per il nuovo ospedale

Uno dei punti più qualificanti dell’intervento del DG Spano ha riguardato la gestione dei progetti complessi, con particolare riferimento alla costruzione del nuovo ospedale. Per superare le lungaggini burocratiche e le criticità tecniche di un’opera progettata oltre 15 anni fa, Spano ha annunciato la prossima istituzione di una Cabina di Regia a livello di Presidenza della Regione per le grandi opere.

“La complessità di un’opera come il nuovo ospedale richiede una governance di alto livello,” ha spiegato Spano. “Non è solo una questione di edilizia sanitaria, ma di visione strategica. La Cabina di Regia permetterà di coordinare i vari attori istituzionali, sbloccare i nodi giuridici e finanziari e garantire che l’opera risponda alle esigenze cliniche attuali, profondamente diverse da quelle del passato. Sul progetto del nuovo ospedale si gioca non solo la partita del futuro sanitario del nostro territorio, ma anche la nostra stessa credibilità istituzionale. Costruire una struttura ospedaliera oggi è un’operazione di estrema complessità, un vero e proprio percorso a ostacoli che stiamo affrontando con determinazione per rimettere l’appalto in carreggiata e garantirne l’avanzamento.

Il progetto originario risaliva a quindici anni fa: un tempo infinito per la medicina moderna. Per questa ragione, insieme alla Direzione Sanitaria, abbiamo proceduto a una profonda revisione funzionale, rimodulando le sale operatorie, gli ambulatori chirurgici e l’area laboratoristica. Il nostro obiettivo è riequilibrare l’opera affinché risponda alle esigenze assistenziali contemporanee e non a modelli ormai superati.

Sotto il profilo amministrativo, abbiamo già sbloccato i pagamenti arretrati e potenziato il Collegio Consultivo Tecnico (CCT). Abbiamo ritenuto necessario integrare questo organismo con due esperti di area giuridica, poiché la precedente composizione era eccessivamente sbilanciata sul versante ingegneristico. Una base giuridica solida è indispensabile per gestire correttamente i lodi arbitrali e i vincoli contrattuali tra le parti, garantendo stabilità a tutto l’iter.

Un ringraziamento particolare va al Sindaco di San Gavino: grazie alla sua collaborazione abbiamo definito il quadro relativo alle rotatorie e alla viabilità, individuando lo strumento giuridico idoneo per procedere alla realizzazione di queste opere complementari, essenziali per la piena funzionalità della struttura.”

 

Ospedali: non aumentano i ricoveri, ma cresce il tempo di degenza

I dati 2024-2025 evidenziano una pressione crescente sulle strutture: la sfida si sposta dalla quantità degli ingressi alla complessità delle cure.

Secondo gli ultimi dati aziendali, il sistema ospedaliero sta affrontando una “pressione crescente” non dovuta a un aumento del numero di pazienti ammessi, bensì a una maggiore durata della permanenza in reparto. Nel 2025, le giornate totali di degenza hanno raggiunto quota 30.239, con un incremento significativo rispetto alle 27.168 dell’anno precedente.

I punti chiave del report:

  • Aumento dei posti letto necessari: Il fabbisogno di posti letto equivalenti al giorno è salito a circa 83, rispetto ai 74 del 2024.
  • Il ruolo del Pronto Soccorso: Il canale d’urgenza (PS) continua a essere predominante, rappresentando oltre l’80% delle dimissioni e circa il 90% delle giornate di degenza totali.
  • Focus sui reparti: La Medicina Generale rimane l’area più sollecitata con 13.601 giornate di degenza (in crescita rispetto alle 12.236 del 2024), seguita da Ortopedia e Chirurgia Generale.
  • La risposta strutturale: Per far fronte a questa complessità, il nuovo assetto ospedaliero prevede un incremento dei posti letto da 166 a 215, mossa ritenuta necessaria per gestire le acuzie.

La soluzione è nel territorio

L’analisi sottolinea una “lettura sistemica” fondamentale: per ridurre strutturalmente la pressione sui posti letto ospedalieri, non basta intervenire all’interno delle mura del nosocomio. È indispensabile potenziare la rete territoriale (Case di Comunità, dimissioni protette e continuità assistenziale), l’unica condizione in grado di decongestionare i reparti gestendo i pazienti post-acuzie fuori dall’ospedale.

Per decongestionare i reparti, la strategia del PNRR punta con decisione sul potenziamento del territorio attraverso figure ed edifici di prossimità. L’Infermiere di Famiglia e Comunità diventa il perno dell’assistenza domiciliare, mentre l’Ospedale di Comunità si inserisce come struttura intermedia fondamentale per chi non richiede cure acute ma non è ancora pronto per il rientro a casa. Questo nuovo modello si completa con una forte integrazione tra sanità e servizi sociali comunali, adottando una visione “One Health” che considera il benessere del cittadino come il risultato di fattori clinici, ambientali e sociali strettamente interconnessi.

 

Governance e ruolo dei Sindaci

Il Direttore Generale ha concluso richiamando l’importanza della collaborazione con le amministrazioni locali: “I sindaci sono il nostro primo avamposto. Il loro ruolo è verificare che gli obiettivi dichiarati si traducano in risultati concreti. La salute è una responsabilità collettiva e solo attraverso il confronto costante potremo garantire equità di cura a tutti i cittadini, dai grandi centri ai comuni più piccoli”.

“La nostra è una strada in salita,” ha concluso Spano, “ma con la squadra che abbiamo creato e il supporto costante della Presidenza e dei Sindaci, siamo pronti a trasformare questa ASL in un modello di efficienza ed equità per tutta la Sardegna”.

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28 Marzo, 2026